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Campagna Javari

Campagna Javari

La vastissima area nella quale vivono da tempo immemorabile le tribù del Javarì era stata affidata dalla Santa Sede nel lontano 1910 ai Cappuccini dell’Umbria. I frati, in quasi cento anni di missione, pagando spesso di persona con propria vita, hanno svolto un’opera meravigliosa di evangelizzazione e promozione umana. Tra le opere più significative fatte dai missionari vi è la costruzione di scuole funzionanti in tutto l’Alto Solimões. La scuola anche oggi è il cuore motore di ciascuna comunità, e dietro la scuola c’è il missionario e la missione. Un altro campo su cui i Cappuccini fin dall’inizio hanno puntato il loro impegno è quello della sanità. Fino a pochi decenni fa era “fatale” ammalarsi in quella terra dove ancora oggi non è facile trovare un medico. Eppure i missionari, con il loro sacrificio e la loro costanza, sono riusciti a dare un’assistenza sanitaria agli abitanti della regione aprendo ospedali, ambulatori, strutture polivalenti, improvvisandosi loro stessi, all’occorrenza, infermieri, dentisti, ostetriche…
I missionari d’altro campo hanno a cuore la sorte degli indigeni a loro “affidati”, spesso sottoposti a violenze, soprusi, angherie di ogni genere da chi, attratto dalle ricchezze delle loro terre, calpestava, violentava, uccideva , profanava, senza alcun rispetto, la vita e la dignità di chi vi risiedeva da millenni.
Un vero e proprio “esercito” di garimpeiros (cercatori d’oro), madereiros (commercianti di legname), fazendeiros, seringueiros…invadeva le loro terre, facilitati dalla mancanza di una legge di “demarcazione del territorio” su cui vivevano gli indigeni.
Per questa ragione nel 1989 la Prelazia dell’Alto Solimões e l’Operazione Anchieta con l’assistenza del CIMI, considerata la grave situazione delle tribù del Javarì avevano lanciato una “campagna di sensibilizzazione per la sopravvivenza dei gruppi indigeni della Valle del Rio Javarì”.
La Campagna Javari aveva come obiettivi :

  • Delimitare un’area di rispetto (Parco Javari) sufficientemente ampia e tale da garantire la sopravvivenza di queste popolazioni
  • Evitare qualsiasi invasione del Parco
  • Bloccare ogni forma di sfruttamento delle terre del Javari
  • Avviare una politica di opinione soprannazionale in favore degli indios
  • Far conoscere al mondo intero la realtà degli indios della Valle del Javari

La Campagna Javari venne “lanciata” in tutta Europa e negli Stati Uniti. In Italia l’organizzazione venne affidata alla nostra Associazione, che allora si chiamava “Insieme Tikunas”. L’AIFI si mobilitò con tutte le sue forze organizzando convegni, mostre fotografiche, raccogliendo, con una petizione, firme da inviare al governo brasiliano, sensibilizzando, tramite i mass-media, l’opinione pubblica. In breve tempo vennero raccolte più di 10.000 firme di adesione alla Campagna.

 

 
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